RELATIVO

Una delle specialità più tecniche del paracadutismo contemporaneo é sicuramente il lavoro relativo, solitamente indicato con l’ acronimo americano rw.
Il lavoro relativo é forse la disciplina del paracadutismo sportivo più conosciuta dal grande pubblico.
L’RW è uno sport di squadra a 4,8 o 16 elementi più un video operatore paracadutista…

Si vola con la pancia rivolta verso il basso (box position) e saltando da una quota di 3500 mt si devono ripetere il numero maggiore di volte possibile delle figure geometriche prestabilite e sorteggiate dai giudici prima del salto.
Vince il team che nei 35 secondi (per l’RW4) di gara effettua più figure.
I team storicamente più forti in questa specialità sono quello americano e quello francese ma negli ultimi anni si sono affacciati nei primi posti delle classifiche anche i team italiani .
E’ una disciplina di gruppo che può essere praticata agonisticamente da squadre composte da 4, 8 o 16 elementi.
Essa consiste nell’esecuzione in caduta libera di figure prestabilite in un determinato tempo: il punteggio é dato dal numero di figure correttamente eseguite.
Le doti fondamentali che questa specialità richiede sono una notevole capacità di concentrazione e un forte senso di squadra.

Nel lavoro relativo a 4 e 8 elementi il palmares più nutrito é di proprietà statunitense. Il miglior risultato italiano é il 3° posto mondiale conseguito nel 1991 dagli Outcast di Alfio Fontana.
Formule agonistiche a parte, il lavoro relativo può essere praticato da un minimo di due persone sino ad arrivare alle cosiddette”grandi formazioni”: il nuovo record del mondo stabilito nel 2004 in Thailandia è di ben 357 persone unite in un unica formazione.

Il nostro primato nazionale ufficialmente riconosciuto si ferma a quota 48, nonostante precedenti esperimenti abbiano provato superiori capacità.
Il nome “lavoro relativo” è la traduzione letterale di “relative work”, nome dato alla prima disciplina di caduta libera sviluppatasi nel paracadutismo sportivo.

Una interpretazione personale del nome sta nell’essenza del gesto sportivo: in caduta libera due (o più) persone volano una in relazione all’altra quanto costruiscono delle figure, quindi ogni componente esegue un “lavoro relativo” a quello svolto dal compagno/i di lancio, parte In ambito competitivo si partì dalla semplice “speed star”, dove lo scopo era quello di formare una stella nel più breve tempo possibile, fino ad arrivare alle competizioni a 4 ed a 8 elementi.

Negli anni 70 e 80 le competizioni venivano giudicate dal binocolo a terra, poi con l’introduzione delle telecamere portatili venne creato il ruolo del video operatore che riprendeva da sopra l’esecuzione delle formazioni da parte della squadra.
Nel relativo di squadra lo scopo della competizione è di chiudere il numero maggiore di formazioni nel tempo di giudizio della specialità (35 secondi per il 4 e 50 secondi per l’8, tempo che scatta dallo stacco dall’aereo del primo elemento della squadra).
Le formazioni vengono sorteggiate all’inizio della competizione dai giudici, e sono scelte tra le  formazioni stabilite dalla Commissione di Specialità in seno alla FAI, la federazione aeronautica internazionale.

Vi sono due tipologie di formazioni, una denominata Random (o libere) che sono solamente delle figure semplici, e l’altra denominata Block (o blocco) che è costituita da una figura iniziale, un passaggio intermedio obbligatorio costituito da un particolare movimento da eseguire, e una figura finale.
I passaggi intermedi che costituiscono i blocchi sono delle rotazioni individuali o di gruppo.

Le specialità del relativo sono nate e sviluppate quando il volo in caduta libera consisteva solamente nel muoversi tenendo la pancia verso terra, essendo quindi già preparati per l’apertura del paracadute (che è sulla schiena): con l’evoluzione della caduta libera e la creazione di nuove tipologie di volo (vedi il free fly), anche il lavoro relativo ha colto questa evoluzione con l’introduzione del volo relativo verticale, dove si unisce la filosofia del relativo (il comporre formazioni a ripetizione) con le tecniche di volo del free fly (volo multi dimensione).

By continuing to use the site, you agree to the use of cookies. more information

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close